Sant’Efisio e la Settimana Santa

In qualsiasi momento dell’anno si vada in Sardegna si avrà l’occasione di assistere a feste popolari, riti, antiche tradizioni e cerimonie religiose. I riti e le tradizioni sicuramente più sentiti dagli abitanti della città di Cagliari sono principalmente quelli di Sant’Efisio e della Settimana Santa.

La devozione dei cagliaritani verso Sant’Efisio, che visse sotto l’impero di Diocleziano (284-305) e subì il martirio a Nora pur di non rinunciare alla sua fede, è decisamente antica. Il Santo fu invocato dalla città per ricevere protezione in due momenti particolari: durante la “grande peste” tra il 1652 e il 1656 e durante l’assedio della flotta dei Francesi nel 1793.

La riconoscenza di Cagliari ha originato la suggestiva cerimonia che si svolge in città, fin dal 1656, tra il 1° e il 4 maggio di ogni anno. La processione parte dalla settecentesca chiesa di S. Efisio, e attraverso le strade del centro cittadino, la statua lignea del Santo, accompagnata dai rappresentanti di gran parte dei paesi della Sardegna e dalle “traccas“, i carri contadini a trazione animale adorni di fiori, giunge davanti al Municipio per ricevere l’omaggio dal sindaco e proseguire il suo cammino con significative tappe in vari centri della regione.

Da Nora, il Santo ritorna in città il 4 maggio sera accompagnato da una processione meno affollata ma anche più intima e sentita.

I riti della Settimana Santa, ancora legati all’eredità spagnola, sono tuttora organizzati a Cagliari da due confraternite che hanno entrambe sede nel quartiere Villanova e ogni anno preparano con cura le processioni che durante il Venerdì Santo accompagnano con preghiere e canti il simulacro del Cristo morto e la cerimonia de “‘incontru” il giorno della domenica di Resurrezione.

La larga partecipazione dei fedeli sia al seguito del corteo che lungo il percorso è testimonianza della forte e sentita devozione popolare del popolo cagliaritano.